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Lunedì 6 Febbraio 2012
ILLUMINAZIONE

 

Al tradizionale appuntamento biennale di Milano, Foscarini ha accolto i propri ospiti all’interno di uno stand progettato dagli architetti Ico Migliore e Mara Servetto che hanno interpretato le esigenze dell’azienda, ritagliando spazi ad hoc in cui raccontare ogni progetto presentato. Volumi dal profilo asimmetrico fanno così da showcase alle novità della collezione e al contempo definiscono un’estesa rete di percorsi di visita, culminando nella “piazza” centrale, da cui si poteva godere di un punto di vista privilegiato su tutti gli alloggiamenti. Anche a questa edizione di Euroluce Foscarini si è presentata con un ampio ventaglio di novità. Sette sono infatti i progetti che raccontano della costante ricerca di Foscarini nell’ambito dei materiali, delle forme e della loro relazione con gli effetti luminosi, affinché ogni creazione sia fonte di emozioni. Primo esempio di questo approccio progettuale è Tress, che rappresenta l’evoluzione della sperimentazione condotta in collaborazione con Marc Sadler sui materiali compositi. Tress è un intreccio di fili annegati nella resina che riproduce la texture dei canestri, un intreccio tra luce e materia che evoca il tocco caldo di un tessuto creando un effetto sensoriale visivo e tattile di grande suggestione. Fly-Fly (design Ludovica+Roberto Palomba) colpisce per il suo segno aereo e aggraziato che ricorda il volo di una farfalla dalle grandi ali. Risultato di un lungo processo di ricerca, la sospensione - realizzata in policarbonato trasparente con processo di stampaggio a iniezione - diffonde la luce a 360°.
L’ultimo progetto di Ludovica e Roberto Palomba per Foscarini, è il risultato di un lungo processo di ricerca che ha portato alla realizzazione di Fly-Fly; una sospensione che garantisce un’illuminazione a 360 gradi ottenuta con processo di stampaggio ad iniezione in policarbonato, che garantisce un’illuminazione a 360 gradi. Una lampada che non è una sospensione, non è un elemento decorativo fluttuante, non è un binario tecnico ma è al contempo tutte queste cose insieme.

Ancora al policarbonato, ma in questo caso in variante piena, si chiede di scolpire la luce, che viene schermata e, al contempo, diretta verso il basso o riflessa verso l’alto, grazie alle fasce dal taglio asimmetrico che compongono Le Soleil, una sospensione dal volume importante disegnata da Vincente Garcia Jimenez.
Giocata su linee asimmetriche è anche una proposta a parete, la cui forza sta nella grande semplicità del segno e nella capacità di trarre il massimo dall’effetto luminoso. Si chiama Flap (design Marco Zito) e si sviluppa attraverso la sovrapposizione di due piani in alluminio di forme diverse ma coordinate, con piegature che rendono irregolare quanto creativa la proiezione della luce sulla parete. Ne consegue una percezione di piani diversi che induce un effetto di tridimensionalità e connota un progetto trasversale e particolarmente idoneo a creare dinamiche composizioni a parete fino a sconfinare nel “trompe-l’oeil”. Un segno grafico dall’andamento sinuoso acquista corpo dalla valenza scultorea in Wave (design: Studio Baruffi & De Santi), che si profila come vero e proprio crossover. Non è infatti una sospensione, né una lampada da parete, né un binario tecnico, ma riunisce al contempo tutte queste funzioni.
Wave si presenta come un segno grafico che, grazie all’andamento sinuoso della forma, conferisce un valore scultoreo ad un elemento tecnico, solitamente meno ricco a livello estetico, e suggerisce una sensazione di flessibilità e di morbidezza. La proposta è realizzata in alluminio estruso con sezione ellissoidale e diffonde la luce verso l’alto con un effetto di grande suggestione, inoltre decora l’ambiente circostante grazie alle proiezioni luminose create dalla fenditura laterale della struttura.

Realizzato in alluminio estruso, il corpo a sezione ellissoidale accoglie, distribuisce e proietta le fonti luminose verso l’alto e attraverso una fenditura laterale, rivelando la sua grande duttilità al servizio del progettista: da controsoffitto luminoso, a elemento decorativo di una parete attraverso la proiezione di linee sottili dalla fenditura laterale, fino a raggiungere il suo massimo grado espressivo se impiegato come elemento in ripetizione.
Tress è un intreccio di fili annegati nella resina che si rifà alla texture dei canestri. La visione è un gioco di pieni e vuoti, un intreccio tra luce e materia, diversamente distribuito secondo la destinazione d’uso della lampada, che evoca il tocco caldo di un tessuto creando un effetto sensoriale visivo e tattile di grande suggestione.

Il conclamato successo di linee già a catalogo dà impulso a rivisitazioni che accrescono le potenzialità di impiego della collezione o diventano progetti paralleli. In questa prospettiva, Foscarini propone Allegretto come ampliamento di gamma della famiglia Allegro (design: Atelier Oï). Le dimensioni sono ridotte grazie ad una rivisitazione delle forme che parte dai volumi di Allegro per consentirne la possibilità di inserimento anche alla sfera domestica e rafforzarne la presenza in contesti contract. Intramontabile nel panorama dei classici del design, Lumière, disegnata da Rodolfo Dordoni per Foscarini vent’anni or sono, si presta ad un ulteriore aggiornamento con la versione XXL. Nuove dimensioni, nuove geometrie e nuovi accostamenti cromatici caratterizzano la versione Lumière XXL, contraddistinta da linee forti pur conservando l’armonia e il linguaggio dell’originale.
Foscarini
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