Il 14 Giugno presso l’Istituto Italiano di Cultura di Chicago (IICC), è stata inaugurata la mostra: Il Legame virtuoso. Gio Ponti, i committenti, i fornitori. L’evento, ideato e organizzato da Sagsa, ha voluto contribuire a diffondere le caratteristiche e la filosofia del fare tipico del Made in Italy. Sagsa, da 80 anni sul mercato della produzione di mobili per ufficio, ha deciso infatti di restaurare alcuni esemplari della produzione progettata da Gio Ponti negli anni ’50 e ’60 e di esporli all’IIC di Chicago. La scelta è caduta su questa città americana per il particolare legame con Milano, fondato soprattutto sull’attenzione che entrambe esprimono verso il design, riconosciuto anche istituzionalmente con il gemellaggio tra le due città.

La mostra, oltre all’esposizione di alcuni mobili progettati per l’arredamento del grattacielo Pirelli e di alcuni oggetti rappresentativi della sterminata produzione pontiana, prevede l’allestimento di pannelli esplicativi incentrati sul rapporto virtuoso – alimentato dall’infaticabile lavoro di Gio Ponti e tipico del milieu milanese di quegli anni.
In un periodo in cui incombono sull’Italia nubi di crisi, con il rischio che il Paese sprofondi nel pessimismo più inutile e improduttivo, Sagsa ha pensato di lanciare un piccolo segnale di speranza, ricordando quello che gli imprenditori, i professionisti, l’intera società italiana – e prima fra tutte quella milanese – sono stati capaci di fare per risollevare le sorti del Paese dopo la lunga fase storica ben più difficile e drammatica del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale. La Milano degli anni Cinquanta e Sessanta era uno straordinario laboratorio economico, sociale, culturale e politico dal quale sono uscite molte delle innovazioni che hanno consentito quello che internazionalmente fu poi riconosciuto come “Miracolo Economico”.

La mano del grande architetto: quel complesso di attività di ricerca, progettazione, produzione e commercializzazione che è rapidamente uno dei punti di forza dell’economia milanese e italiana.
In quel clima si muovevano figure eccezionali e affascinanti, capaci di interagire con soggetti appartenenti ai campi più diversi costruendo relazioni nuove, perseguendo progetti ambiziosi, lanciando continue sfide: una di queste figure fu certamente Gio Ponti, il grande architetto, ma soprattutto il pioniere del disegno industriale, quel complesso di attività di ricerca, progettazione, produzione e commercializzazione che sarebbe divenuto rapidamente uno dei punti di forza dell’economia milanese e italiana, fortemente orientato alla qualità, e che oggi costituisce più che mai uno degli strumenti più efficaci per competere nell’economia globalizzata. Fu proprio l’abilità di figure come quella di Gio Ponti a rendere non solo concreto e fattivo l’incontro tra la grande borghesia industriale lombarda (ormai matura e consolidata) e quel patrimonio secolare di tradizioni produttive (il saper fare degli artigiani e dei lavoratori milanesi), ma a consentirgli di raggiungere i più alti livelli qualitativi, come dimostra la fama di quel capolavoro assoluto dell’architettura moderna rappresentato dal grattacielo Pirelli.

Gio Ponti, Una figura eccezionale e affascinante, capace di interagire con soggetti appartenenti ai campi più diversi costruendo relazioni nuove, perseguendo progetti ambiziosi, lanciando continue sfide.